Molte persone ritengono che determinate cose non accadono per puro caso: io sono una di quelle.
Allo stesso modo suppongo che le nostre fantasie non siano casuali elucubrazioni della nostra mente. Le considero piuttosto esternazioni di desideri, emozioni, paure e sentimenti in genere. E alle mie personali esternazioni ho fatto appello per scrivere Fuga dal presente relativo. Ma non è tutto. C’è dell’altro. C’è che un’opera, a qualunque genere appartenga, vuoi o non vuoi, trasmette sempre uno o più messaggi, evidenti o subliminali che siano, frutto del pensiero e del credo del suo autore. Pertanto sono convinto che quando avrai ultimato la lettura di Fuga dal presente relativo, ti verrà spontaneo porti queste domande:
• allora esiste davvero la “buona” scienza, quella non speculativa?
• È dunque vero che solo con l’amore si possono superare certi ostacoli?
• La vita ha l’obbligo di riservarci almeno una seconda occasione, quella che serve per migliorarci?
• Bella, brutta o mediocre che sia la nostra esistenza, possiamo o dobbiamo viverla come se fosse un sogno?
Non vado oltre. Fai ora un salto nell’incredibile e immergiti tra le pagine di Fuga dal presente relativo.
